Franchigia, quando è a carico dell’automobilista

La franchigia nelle assicurazioni RCA indica la somma a carico dell'assicurato in caso di danni, essa si distingue in franchigia relativa e assoluta

La franchigia nel campo delle assicurazioni auto indica quella parte dell’eventuale danno è a carico dell’assicurato e perciò non coperto dalla polizza assicurativa. 
La franchigia è indicata in fase stipula del contratto e di solito è espressa in numeri primi (ad esempio 250 euro) ma può essere indicata anche in percentuale all’entità del danno da risarcire ed in questo caso parliamo di scoperto. Sia la franchigia che lo scoperto limitano entrambe sul piano quantitativo la copertura della compagnia ma nel primo caso la somma è espressamente indicata ed è per questo definita a priori, mentre lo scoperto essendo una variabile percentuale varierà in base all’entità del danno.

In caso di polizza furto incendio la franchigia viene trattenuta in fase di liquidazione del danno: se i danni sono inferiori alla franchigia non è previsto alcun indennizzo, mentre se sono superiori sarà riconosciuto il risarcimento della parte eccedente. Nelle polizze RCA con bonus-malus, la franchigia può essere sia a carico dell’assicurato sia a carico dalla compagnia in base al contratto sottoscritto. In generale in caso di danno inferiore o uguale alla franchigia il consiglio è quello di risarcire personalmente senza coinvolgere la compagnia per evitare in futuro perdite di classi di merito. Esistono due tipi di franchigie, quella assoluta e quella relativa, vediamole nel dettaglio.

Franchigia relativa

In questo caso il risarcimento in caso di sinistro è a carico del cliente se il danno è al di sotto del valore della franchigia applicata ma in caso l’entità del danno supera l’importo della franchigia, il risarcimento da parte della compagnia assicuratrice è totale. Ad esempio se abbiamo una franchigia di 250 euro come riportato in precedenza e il danno è di 200 euro, il risarcimento sarà a carico dell’automobilista, viceversa se il danno è di 500 euro il risarcimento sarà completamente a carico della compagnia assicuratrice. In pratica ogni sinistro causato dall’assicurato che comporti un danno di valore inferiore o uguale alla franchigia dovrà essere corrisposto dall’automobilista, viceversa se l’importo del danno è superiore esso sarà completamente rimborsato dall’assicurazione.

Franchigia assoluta

A differenza di quella relativa, è sempre a carico dell’assicurato anche se l’entità del danno supera la somma pattuita, per questo motivo la compagnia risarcirà sempre la differenza fra l’entità del danno e la franchigia. Per esempio un danno di 700 euro con franchigia sempre a 250 euro, avrà un risarcimento dalla compagnia di 450 euro (700-250) e i restanti 250 euro non risarciti saranno a carico dell’assicurato. La franchigia assoluta permette in genere di risparmiare sul premio RC Auto ma il cliente deve dimostrare di essere in grado di coprire la somma indicata nel contratto. Una polizza di questo tipo è indicata per gli automobilisti che fanno pochi chilometri l’anno e che sono maggiormente prudenti alla guida ma il risparmio in questo caso è valido ovviamente solo se l’importo della franchigia non sia troppo elevato.

Franchigia, quando è a carico dell’automobilista ultima modidfica: 2014-10-08T17:23:09+00:00 da Autohelp.it

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